Terapie con Ausili Elettromedicali

Terapie con Ausili Elettromedicali

ASSISTENZA PRIVATA DOMICILIARE mette a disposizione della clientela una serie di terapie elettromedicali tra le più richieste ed efficienti che si prestano per l'attività domiciliare, sia per la qualifica del professionista, sia per le dimensioni dell'attrezzatura.

Soddisfiamo ogni necessità sia per un trattamento singolo o per un ciclo di terapie, l'affiliato ASSISTENZA PRIVATA DOMICILIARE è il punto di riferimento che organizzerà nel più breve tempo possibile l'intervento di assistenza richiesto.

Tutti le prestazioni sottoelencate sono erogate in modo personalizzato tenendo conto degli aggiornamenti a livello sanitario e soprattutto considerando le linee guida dei tariffari per garantire l'adeguatezza della tariffa applicata.

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1) TECAR TERAPIA
 
La tecarterapia è un trattamento indolore e non invasivo, di biostimolazione profonda dei tessuti dell'organismo, che unisce all'azione manuale quella elettrica prodotta dalla tecar. 

La parola TECAR sta per "Trasferimento Energetico Capacitivo-Resistivo", è una forma di termoterapia endogena, cioè la terapia consiste nel far produrre calore al corpo nella zona da trattare.

Questa tecnologia sta incontrando sempre maggiore consenso in campo medico e fisioterapico per la sua grande efficacia nel trattamento delle patologie dell'apparato muscolo-scheletrico.

Benchè la terapia basata sul calore sia da tempo conosciuta e apprezzata nella cura dei problemi muscolari e articolari, solo con l'avvento della tecarterapia si sono fatti notevoli passi avanti in termini di effiacia, grazie al fatto che la tecar riesce a generare calore all'interno dei tessuti.

Infatti nelle tecniche tradizionali come ultrasuoni, laser e raggi infrarossi, il calore viene fornito dall'esterno, ma questo comporta una rapida diminuzione della temperatura negli strati profondi del corpo.

Invece il riscaldamento prodotto dalla tecar si sviluppa all'interno del tessuto, permettendo una distribuzione del calore molto più omogenea, uniforme e tollerabile per il paziente.
Il rapido movimento delle cariche elettriche attraverso i tessuti produce un aumento locale della temperatura, che provoca una vasodilatazione, con conseguente aumento dell'afflusso di sangue.

Inoltre viene anche favorito il drenaggio di liquidi in eccesso da parte del sistema linfatico e viene stimolata la produzione di endorfine con conseguente diminuzione del dolore.

Una seduta di tecarterapia dura circa 20 minuti, durante i quali il fisioterapista massaggia la parte interessata con elettrodi specifici, che favoriscono la rigenerazione dei tessuti e velocizzano il processo di guarigione. 

 

A CHE COSA SERVE LA TECAR TERAPIA?

La tecarterapia permette al paziente di percepire una netta e rapida riduzione del dolore già dopo le prime sedute, favorisce il recupero funzionale agendo in maniera selettiva sulla parte trattata.

La tecarterapia è particolarmente indicata in caso di fratture, artrosi, artropatie e deficit articolari, quadri degenerativi, epicondiliti, sindromi del tunnel carpale, cervicalgie, lombalgie e lombosciatalgie, artriti, tendiniti.

È inoltre indicata nei programmi riabilitativi post chirurgici e quando non è possibile intervenire con una terapia manuale (per esempio, in caso di strappo muscolare, linfoedema, cisti di Baker, cheloide).

Riassumendo, queste sono le indicazioni terapeutiche della tecar:

  • patologie del ginocchio: condropatia rotulea, distorsioni, gonartrosi, esiti di ricostruzione del legamento crociato anteriore e del legamento crociato posteriore
  • contratture muscolari, contusioni, strappi e stiramenti
  • cervicalgie, dorsalgie, lombalgie
  • patologie della spalla: tendiniti e tendinopatie della cuffia dei rotatori, capsulite adesiva
  • patologie del gomito: epicondilite, epitrocleite
  • patologie della mano: tendiniti e tenosinoviti, rizartrosi
  • patologie dell'anca: coxartrosi, borsite trocanterica, pubalgia
  • patologie della caviglia e del piede: distorsioni, fascite plantare, tendine d'Achille.

Controindicazioni: La tecarterapia è un trattamento indolore, le uniche controindicazioni sono per le donne incinte e per i portatori di peacemaker. Non dà effetti collaterali.

 

PUNTI DI FORZA DELLA TECAR TERAPIA

  • riduzione del dolore fin dalla prima seduta
  • risultati apprezzabili con cicli di trattamento relativamente brevi
  • precisione nella localizzazione dello stimolo terapeutico
  • assenza di effetti collaterali
  • gradevole sensazione di calore
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2) ELETTROTERAPIA TENS
 
TENS è l'acronimo di Trans Cutaneous Electrical Nerve Stimulation (stimolazione elettrica nervosa transcutanea), una tecnica medica complementare, utilizzata soprattutto per controllare alcune condizioni dolorose acute o croniche.

La TENS consiste nell'applicazione sulla cute di lievi impulsi elettrici, che attivano fibre nervose di grosso diametro riducendo la percezione del dolore.

L'effetto antalgico della TENS è quindi da attribuire all'inibizione delle afferenze nervose coinvolte nella trasmissione nocicettiva (teoria del controllo a cancello o del gate control).

Secondo tale teoria, la percezione del dolore può essere modulata agendo su interneuroni spinali (non dolorifici), che grazie all'inibizione sinaptica agiscono sui neuroni deputati alla trasmissione delle informazioni dolorifiche.

La teoria del controllo a cancello spiega la diminuzione della sensazione dolorifica prodotta dalla TENS e descrive come i segnali afferenti al midollo spinale possano influenzare la percezione del dolore.

L'effetto terapeutico della TENS è da attribuire anche all'intervento di altri fattori, come la liberazione di neuropeptidi, tra cui le endorfine.

La stimolazione elettrica nervosa transcutanea è, quindi, un metodo terapeutico non invasivo, efficace nel ridurre le manifestazioni dolorose causate da una vasta gamma di condizioni, tra cui artrite, mal di schiena, lesioni sportive e dolori mestruali.

La TENS è comunemente applicata in ambito fisioterapico, ma può essere utilizzata anche come trattamento complementare ad altri approcci terapeutici per la gestione del dolore.

Da solo, infatti, il metodo presenta meno probabilità di risultare efficace.

L'applicazione della TENS è stata studiata per molte altre condizioni mediche, ma il beneficio che può apportare in alcune patologie è ancora controverso e sono necessarie ulteriori ricerche scientifiche prima che questa tecnica medica possa essere raccomandata in tali ambiti.

 

POTENZIALI APPLICAZIONI

La stimolazione nervosa elettrica transcutanea (TENS) è utilizzata in una varietà di contesti clinici per il trattamento di diverse condizioni associate a dolore acuto e cronico, nel corso degli anni è diventata popolare sia tra i pazienti che tra gli operatori sanitari.

La TENS è stata valutata in studi scientifici per i seguenti problemi di salute:

  • Dolore: diversi studi supportano l'efficacia della TENS per alcuni tipi di dolore, per questo, viene comunemente indicata come terapia fisica complementare nella gestione di una vasta gamma di condizioni acute o croniche. 
  • Disturbi articolari: La TENS può essere applicata per alleviare vari tipi di disturbi articolari, come l'osteoartrite del ginocchio, la sindrome femoro-rotulea o il dolore all'articolazione temporo-mandibolare, tuttavia, i benefici a lungo termine non sono ancora chiari. 
  • La TENS è utilizzata con risultati incoraggianti anche per il recupero dopo l'esercizio fisico suggerendo potenziali benefici anche in programmi di riabilitazione.
  • Dismenorrea: diversi studi riportano che la TENS può ridurre il disagio a breve termine in caso di dolori mestruali, diminuendo la necessità di ricorrere a farmaci antidolorifici. 
  • Disturbi nervosi: la TENS è stata proposta come trattamento per disturbi nervosi, quali emiplegia (paralisi su un lato del corpo) e spasticità nella sclerosi multipla, il metodo è utilizzato anche per il dolore neuropatico (nevralgia) derivante da bruxismo (digrignamento dei denti) e nelle lesioni del midollo spinale. 
  • Patologie cardiache: la TENS può essere usata come supporto al trattamento di alcune malattie cardiovascolari, come l'angina e l'ischemia cardiaca. Ulteriori studi sono necessari prima di poter trarre conclusioni circa l'efficacia della TENS in questo settore pertanto, le persone con cardiopatia dovrebbero consultare un medico per valutare la possibilità di trarre benefici dalla TENS applicata alla propria condizione. 
  • Dolore del travaglio: l'applicazione della TENS per il dolore del travaglio è controversa, sebbene siano stati condotti diversi studi, i risultati non sono conclusivi. In particolare, non è chiaro se il passaggio di corrente elettrica possa provocare effetti dannosi sul feto.
  • Recupero post-operatorio: la TENS è impiegata per il trattamento del dolore dopo diversi tipi di intervento chirurgico, compresa la cardiochirurgia e quella addominale, polmonare, ginecologica ed ortopedica. Alcuni studi riportano benefici (meno dolore o minore necessità di ricorrere ad una terapia con antidolorifici), mentre altri non riscontrano un evidente miglioramento.
  • Lesioni dei tessuti molli: la terapia TENS è usata per il trattamento di lesioni dei tessuti molli, come tendinite e lesioni tendinee, tuttavia, i risultati sono variabili e sono necessarie ulteriori ricerche.
  • Alzheimer: una limitata quantità di rapporti di ricerca suggerisce che la TENS possa migliorare alcuni sintomi del morbo di Alzheimer, come l'umore e la memoria. 
  • Malattie autoimmuni: la TENS può essere applicata anche come trattamento complementare per numerose malattie autoimmuni, tra cui l'artrite reumatoide, la spondilite anchilosante e la sindrome di Sjögren. 
  • Difficoltà respiratorie: alcune evidenze suggeriscono che la TENS potrebbe essere utile in caso di difficoltà respiratorie, se inserita in associazione ad altre terapie all'interno di un programma riabilitativo per la malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO). 
  • Depressione: sono disponibili prove limitate che la TENS possa aumentare l'efficacia dei farmaci antidepressivi e supportare efficacemente il trattamento della depressione, in combinazione con adeguate terapie. 
  • Gastroparesi: uno studio condotto su pazienti con gastroparesi trattati con la stimolazione nervosa elettrica percutanea (PENS) ha riportato effetti positivi. Non è chiaro se questi risultati potrebbero essere riscontrati anche applicando il metodo convenzionale.
  • Sclerosi multipla: in un piccolo studio, i pazienti con sclerosi multipla trattati con TENS hanno mostrato una tendenza al miglioramento. 
  • Riabilitazione post-ictus: alcune prove dimostrano l'utilità della TENS nella riabilitazione a seguito di un ictus. In particolare, questa tecnica può contribuire a migliorare la funzione motoria nei pazienti. 
  • Disturbo da deficit d'attenzione ed iperattività (ADHD): uno studio ha riscontrato un moderato beneficio nei bambini con ADHD. 
  • Acufene: la TENS può alleviare i sintomi di tinnito (ronzio alle orecchie), soprattutto quando l'acufene non è causato da altre condizioni.
  • Obesità: è stata segnalata l'applicazione della terapia per supportare la perdita di peso nei soggetti obesi. Tuttavia, l'evidenza è limitata e l'efficacia della TENS nella perdita di peso rimane poco chiara.
  • Stipsi: la TENS è in grado di alleviare la costipazione senza produrre effetti negativi. Tuttavia, esiste una limitata evidenza che questo trattamento sia più efficace rispetto ad altre misure terapeutiche.

Inoltre, alcune ricerche scientifiche suggeriscono come la stimolazione elettrica nervosa transcutanea (TENS) possa migliorare i sintomi associati a:

  • Dolore da fratture/traumi fisici acuti
  • Fibromialgia
  • Mal di testa (emicrania, cefalea a grappolo ed alcune forme croniche)
  • Mal di schiena
  • Nausea
  • Neuropatia diabetica periferica (dolore neuropatico)
  • Sintomi della menopausa
  • Herpes zoster (nevralgia post-erpetica)
  • Incontinenza urinaria, vescica iperattiva ed instabilità del detrusore
  • Disturbi circolatori e bassa pressione sanguigna
  • Atrofia muscolare spinale
  • Claudicatio (dolore alle gambe a causa di un'alterazione della circolazione sanguigna)
  • Sindrome del tunnel carpale
  • Malattia di Raynaud
  • Gotta
  • Notalgia parestetica (neuropatia sensoriale caratterizzato da prurito localizzato sulla schiena)

 

RISCHI ED EFFETTI COLLATERALI

Se il proprio medico o fisioterapista hanno confermato la possibilità di utilizzare questa opzione terapeutica, il paziente deve sapere che la TENS è ben tollerata e sicura. Tuttavia, alcuni pazienti non possono ricorrere a questa opzione terapeutica:

  • Se non si conosce la causa del dolore o se la diagnosi non è stata ancora definita
  • In caso di pacemaker o altri dispositivi elettrici impiantati
  • Se si è affetti da epilessia o da un disturbo del ritmo cardiaco
  • Se si è affetti da una condizione della pelle grave

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/tens.htm

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/tens.ht

 
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3) ULTRASUONO TERAPIA

Gli ultrasuoni consistono in vibrazioni sonore a frequenza così elevata da non essere percepibili all’orecchio umano.

Gli apparecchi di ultrasuonoterapia sono costituiti da un generatore di corrente ad alta frequenza, un cavo schermato e una testina emittente che di solito viene posta sulla zona da trattare in maniera fissa o mobile (in questo ultimo caso tra la cute e la testina stessa deve essere interposta una sostanza grassa o un gel ).

Gli ultrasuoni possono essere usati anche in acqua: la testina viene immersa nel mezzo idrico a circa 2 cm di distanza e parallelamente alla porzione da trattare.

 

PUNTI DI FORZA

  • Sciatalgie e nevriti in genere
  • Periartriti scapolo-omerali (anche in presenza di calcificazioni)
  • Epicondiliti
  • Morbo di Dupuytren

Controindicazioni: presenza di neoplasie, in vicinanza dell’area cardiaca o di organi sessuali, osteoporosi, flebiti in fase acuta.

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4) IONOFORESI
 
E’ una tecnica elettroterapica che sfrutta la corrente continua per introdurre medicamenti nella zona di dolore o di contrattura.

Il farmaco utilizzato può avere polarità negativa o positiva ed in base a questo viene posto sul catodo o sull’anodo dell’elettromedicale (l’elettrodo non viene posto a diretto contatto con la cute ma con l’interposizione di una spugnetta).

Mediante la corrente erogata il medicamento viene veicolato da un polo all’altro attraversando così la sede interessata dalla patologia e rilasciando lo specifico principio attivo che vi agirà con sue caratteristiche fisico-chimiche.

Mediante la corrente erogata il medicamento viene veicolato da un polo all’altro attraversando così la sede interessata dalla patologia e rilasciando lo specifico principio attivo che vi agirà con sue caratteristiche fisico-chimiche.

 

 
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5) PRESSOTERAPIA
 
La pressoterapia è un trattamento medico ed estetico, che migliora il rendimento del sistema circolatorio e del sistema linfatico, in chi vi si sottopone.
  • nel combattere gli inestetismi della cellulite
  • nel ridurre la ritenzione idrica da linfedema
  • nel ridefinire alcune parti del corpo (solitamente le gambe)
  • nell'incentivare l'eliminazione delle sostanze tossiche dal corpo
  • nel favorire lo snellimento di alcuni parti del corpo (in questo caso, è fondamentale anche un'adeguata attività fisica)

La pressoterapia prevede l'applicazione di una pressione a livello della zona da trattare.

Ad esercitare tale pressione sono delle specie di cuscini, che emettono getti d'aria e con i quali il terapeuta copre il paziente.

La pressoterapia non richiede una preparazione particolare - salvo il digiuno - ma è controindicata in diverse situazioni (gravidanza, diabete con microangiopatia, trombosi venosa profonda, cirrosi epatica ecc).

 

PROCEDURA

La procedura della pressoterapia è abbastanza semplice. 
Per prima cosa, il terapista invita il paziente a distendersi su un apposito lettino. 
Dopodiché, applica sulla zona anatomica d'interesse i cuscini e collega questi all'apparecchio elettronico, per la regolazione della pressione.
Una classica seduta di pressoterapia dura dai 30 ai 50 minuti.

Sensazioni durante in trattamento: Durante le sedute di pressoterapia, i pazienti avvertono una sensazione simile a quella di un massaggio. 
A provocare tale sensazione sono i getti d'aria e la derivante pressione sull'area interessata.

 

NUMERO MINIMO DI SEDUTE

Otto è il numero minimo di sedute affinché la pressoterapia risulti efficace. 
In genere, il consiglio di medici ed esperti è suddividere le varie sedute previste in 2-3 appuntamenti a settimana.

 

FASE POST-TRATTAMENTO

Al termine della pressoterapia, molti pazienti sentono l'esigenza di urinare.
Lo stimolo della diuresi dipende dalla mobilizzazione dei liquidi corporei, che il trattamento induce.

Alcuni consigli: Per mantenere più a lungo gli effetti della pressoterapia, i terapeuti consigliano di adottare uno stile di vita che prevenga la ritenzione idrica, evitare alcolici, non fumare, ridurre il sale nella dieta e infine tenere gli arti oggetto di trattamento in scarico (quando possibile).

 

CONTROINDICAZIONI

La pressoterapia presenta diverse controindicazioni.
Infatti, secondo il parere medico, non vi si possono sottoporre i soggetti che soffrono di:

  • Flebite o tromboflebite: la flebite è una condizione infiammatoria che interessa una o più vene superficiali degli arti superiori o inferiori.
    La tromboflebite è una forma di flebite, caratterizzata dalla presenza di almeno un coagulo di sangue (trombo), nella vena soggetta al processo infiammatorio.
    Flebite e tromboflebite sono più frequenti a livello delle gambe.
  • Trombosi venosa profonda: è la condizione patologica che deriva dalla formazione di un coagulo di sangue (trombo) all'interno di una vena profonda del corpo. Interessa, di solito, le vene delle gambe e può indurre spiacevoli complicanze, tra cui anche la morte. 
  • Vene varicose: secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), le vene varicose (o varici) sono dilatazioni abnormi e sacculari dei vasi venosi. Le sedi maggiormente interessate sono gli arti inferiori.
  • Grave arteriosclerosi: il termine arteriosclerosi indica la condizione di indurimento, ispessimento e perdita di elasticità della parete dei vasi arteriosi di piccolo calibro.
  • Diabete mellito con microangiopatia: il diabete mellito, o più semplicemente diabete, è una malattia metabolica provocata da un difetto di secrezione e/o di azione dell'insulina, un ormone fondamentale per il passaggio del glucosio dal sangue alle cellule.
    La microangiopatia è una complicanza del diabete, successiva a un'alterazione dei vasi capillari.
    Per saperne di più in proposito e su altre complicanze del diabete mellito.
  • Cirrosi epatica: la cirrosi epatica è una malattia del fegato molto grave, caratterizzata dalla morte e dalla successiva sostituzione delle cellule epatiche sane con tessuto cicatriziale.
  • Insufficienza renale: è la condizione in presenza della quale i reni sono incapaci di svolgere adeguatamente le loro funzioni. Di fatto, quindi, l'insufficienza renale è una perdita della funzionalità renale.
  • Insufficienza epatica: è il termine che indica un grave stato morboso, conseguente a un fegato irrimediabilmente danneggiato e incapace di adempiere alla maggior parte delle sue funzioni.
    Per conoscere i sintomi dell'insufficienza epatica e di altre malattie del fegato altrettanto severe.
  • Insufficienza cardiaca: consiste nell'incapacità del cuore di pompare il sangue in maniera adeguata. Ciò comporta che l'organismo riceva meno ossigeno del necessario, con conseguente sofferenza da parti di vari organi e tessuti del corpo.

 

GRAVIDANZA

Secondo alcune evidenze scientifiche, la pressoterapia potrebbe rappresentare un pericolo per le donne incinte (sia per loro che per il feto).

Pertanto, la gravidanza rientra nell'elenco delle situazioni temporaneamente controindicate.

ratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/pressoterapia.html

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/pressoterapia.htm

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/pressoterapia.htm                                                        
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6) MAGNETOTERAPIA
 
La magnetoterapia è una pratica di medicina alternativa, che si fonda sull'idea che l'esposizione del corpo umano a campi magnetici abbia effetti terapeutici. 

Tra le condizioni mediche che i promotori della magnetoterapia ritengono di poter trattare con i campi magnetici, rientrano: le fratture ossee, l'osteoporosi, i dolori articolari, i dolori muscolari, l'artrosi, l'artrite reumatoide, l'algodistrofia, le lesioni della cartilagine articolare e la fibromialgia.

Attualmente, secondo la medicina ufficiale, la magnetoterapia è una pratica priva di ogni fondamento scientifico. Esistono, infatti, tantissimi studi che ne hanno dimostrato l'assoluta inefficacia terapeutica.

 

CHE COSA E' LA MAGNETOTERAPIA

La magnetoterapia è una pratica di medicina alternativa, che prevede l'utilizzo di campi magnetici per trattare determinate condizioni di salute.

I promotori della magnetoterapia sostengono che l'esposizione di parti del corpo umano a campi magnetici abbia effetti benefici sulla salute, specialmente tra:

  • Coloro che presentano fratture ossee. La magnetoterapia sembrerebbe accelerare la formazione e il consolidamento del cosiddetto callo osseo;
  • Coloro che presentano dolori articolari, muscolari o muscolo-articolari;
  • Coloro che presentano malattie scheletriche come l'osteoporosi.

Per la magnetoterapia, o meglio per i campi magnetici che servono alla magnetoterapia, sono necessari dei magneti.

 

INDICAZIONI

Secondo i suoi ideatori e promotori, la magnetoterapia sarebbe particolarmente indicata in presenza di:

  • Osteoporosi
  • Fratture e ritardi di consolidamento osseo
  • Osteonecrosi
  • Forme di artrite, tra cui osteoartrite (o artrosi), artrite reumatoide e periartrite
  • Pseudoartrosi
  • Sindrome del tunnel carpale
  • Algodistrofia
  • Reumatismi articolari o dolori articolari
  • Fibromialgia
  • Episodi di borsite, tallonite, epicondilite, cervicalgia, lombalgia o lombosciatalgia
  • Lesioni della cartilagine
  • Lesioni cutanee venose, piaghe da decubito, piaghe da ustioni ed edemi
  • Arteriopatia degli arti inferiori
  • Protesi articolari, per favorire il consolidamento di quest'ultima dopo l'innesto

 

CARATTERISTICHE DI UN CICLO DI SEDUTE

Prima che abbia inizio un ciclo di sedute di magnetoterapia, il terapeuta interroga il paziente su età, altezza e peso e inserisce le informazioni ottenute nella console computerizzata, attraverso uno specifico percorso di digitazione.

A questo punto, lascia il tempo al computer della console di elaborare i dati inseriti ed effettuare una sorta di calibratura, che sarà fondamentale al momento della generazione del campo magnetico.

Quindi, alla conclusione della calibratura, provvede ad applicare i magneti, nella regione anatomica d'interesse, e a premere il pulsante della console, che serve alla creazione del campo magnetico.

Una volta che i magneti sono in azione, l'intera apparecchiatura funziona da sé, senza alcun intervento esterno. Il terapeuta, infatti, è chiamato a intervenire solo allo scadere del tempo di seduta, quando il paziente necessita di un aiuto per togliere i magneti e le fasce d'applicazione.

Durata: le sedute di magnetoterapia possono durare dai 20 ai 35 minuti.
Secondo gli esperti nel campo della magnetoterapia, affinché una seduta sia veramente efficace, dovrebbe durare almeno 30-35 minuti.

Quanto dura un ciclo di sedute: un ciclo di magnetoterapia può comprendere dalle 10 alle 30 sedute.
Chi ha ideato e promuove la magnetoterapia come pratica terapeutica ritiene che, affinché un ciclo sia efficace, dovrebbe consistere in una trentina di sedute circa.

 

CONTROINDICAZIONI

La magnetoterapia è controindicata, principalmente, a due categorie di individui: i portatori di un pacemaker o un defibrillatore cardioverter portatile e le donne incinte.

Per quanto riguarda la prima circostanza, la controindicazione si spiega con il fatto che i campi magnetici, generati a scopo terapeutico, potrebbero interferire con il corretto funzionamento del dispositivo elettronico, deputato a controllare il ritmo del cuore.

Per quanto concerne invece la seconda circostanza, la controindicazione trova fondamento nel sospetto che i “soliti” campi magnetici potrebbero essere causa di anomalie fetali, quindi compromettere il normale sviluppo del feto.

 

RISCHI E COMPLICAZIONI

La magnetoterapia in sé è una pratica indolore e sostanzialmente sicura.

 

RISULTATI

La magnetoterapia ha sollevato e solleva tuttora numerosi dibattiti tra chi l'ha ideata, che chiaramente ne difende la validità, e la comunità scientifica, che, con attendibili esperimenti, ne ha dimostrato l'inefficacia terapeutica e ne sconsiglia l'utilizzo.

Sull'argomento, si è espressa anche l'FDA, ossia l'ente governativo statunitense per la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici: la sua opinione è che la magnetoterapia sia una pratica priva di qualsiasi utilità medico-terapeutica.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute/magnetoterapia.html

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute/magnetoterapia.html

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute/magnetoterapia.html

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute/magnetoterapia.ht